mercoledì 18 ottobre 2017

Profughi e sicurezza: ora basta, Minniti mantenga le promesse

Il Ministro tenga fede agli impegni presi. Chiedo al Governo risposte rapidissime e l’invio di agenti per nostra Questura. Scriverò ai parlamentari della regione affinchè si impegnino in tal senso.

Pordenone, come gli altri capoluoghi del Friuli Venezia Giulia, è al centro di un anomalo flusso di stranieri, principalmente pakistani, provenienti da altri paesi europei.

La situazione di difficoltà era stata presentata al Ministro Minniti  nell’incontro tenutosi a Trieste il 5 settembre. In quell’occasione lo stesso Ministro aveva riconosciuto lo status particolare del Friuli Venezia Giulia in quanto meta non solo di richiedenti asilo distribuiti sul territorio nazionale dalla gestione governativa e prefettizia  ma, soprattutto, di stranieri respinti da altri Paesi europei .

La necessità di interventi urgenti e risolutivi era stata condivisa dal Ministro che aveva promesso l’immediata costituzione di una task force in Friuli Venezia Giulia per affrontare il tema dei “dublinati” (se non hanno diritto di restare devono essere rimandati al Paese di provenienza entro 60 giorni) e la definizione entro settembre di un Centro per i Rimpatri, struttura fondamentale per ospitare coloro che non ha diritto alla tutela in attesa di essere riaccompagnati al loro Paese di origine.

Di tutto questo non si è visto assolutamente nulla.

Analogamente tutto tace sul fronte del non più rinviabile rafforzamento dell’organico della Questura di Pordenone, ormai declassata nei fatti ad un Commissariato nonostante l’aggravio di lavoro legato alla presenza di centinaia di stranieri  e al moltiplicarsi di episodi per i quali è assolutamente indispensabile una maggior presenza delle Forze dell’Ordine.

Mi chiedo quale sia il destino delle nostre città se, dopo due mesi da un incontro ufficiale, ci restano solo buoni propositi scritti sulla carta e impegni sempre più gravosi che vanno gestiti senza avere mezzi e strumenti adeguati.

Ero stato contattato nelle settimane scorse dall’Ex Vice Ministro Bubbico per un incontro a Roma, in seguito ad una mia lettera, ma l’incontro è saltato per le sue dimissioni dall’incarico il giorno dopo avermi fissato l’appuntamento. Nonostante la richiesta di svolgere comunque un incontro con altri rappresentanti del Governo, ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro.

Come Sindaco sono amareggiato e arrabbiato perché la situazione è assolutamente caotica e kafkiana: non è pensabile gestire la situazione con la sola Polizia Municipale e non è pensabile che ci siano centinaia di persone che stazionano nelle nostre città senza averne diritto, e rispetto alle quali un sindaco non ha alcun potere se non quello di emanare inutili sanzioni o provvedimenti interdittivi  che non vengono mai rispettati perché destinati a persone prive di redditi certi e comunque consapevoli che il mancato rispetto delle regole non comporterà alcuna conseguenza.

Non è un buon segno il fatto che la polizia municipale, che ha numerosi compiti, sia quasi completamente assorbita nel controllo del territorio ai fini della sicurezza e dell’ordine pubblico, e che il Comune debba  ricorrere anche alla vigilanza privata per contribuire a garantire il decoro nelle aree pubbliche.

Non accettiamo e non ci arrendiamo
all’idea che Pordenone possa diventare una città non sicura, e ciò non certo per responsabilità ascrivibili all’Amministrazione comunale, ma per una pessima gestione del fenomeno migratorio da parte delle istituzioni nazionali e europee.

Il Comune riceve continuamente sollecitazioni e segnalazioni sul fronte della sicurezza, ma il sindaco non è il ministro dell’Interno, lo sa Minniti e lo sa la presidente Serracchiani che si erano presi impegno concreti.

Chiedo perciò che il Governo dia risposte rapidissime e certe, mantenendo la parola data, e chiedo che al più presto vengano inviati agenti alla Questura il cui organico è inadeguato non solo per la situazione contingente ma anche rispetto agli standard ordinari per una città di 50.000 abitanti. Scriverò anche ai parlamentari della regione affinchè sollecitino il Ministro a attuare gli impegni presi e ad agire per dotare Pordenone di più agenti.

Alessandro Ciriani
Sindaco di Pordenone


sabato 30 settembre 2017

Chiude la Provincia. Non è una buona notizia, ma guardiamo avanti

Il Comune ha ricevuto il gonfalone della Provincia che così chiude definitivamente. Un ente che funzionava e che univa l’intero territorio pordenonese è stato sostituito da una riforma che incentiva la frammentazione. Nessun risparmio e nessun miglior servizio. Anzi. Ecco il mio discorso in occasione della cerimonia: 


Pordenone, 30/9/2017

Spettabili autorità, gentili convenuti a questa cerimonia,


il Comune di Pordenone riceve oggi un gonfalone carico di Storia e che simboleggia un intero territorio. Lo rappresenta non solo e non tanto da un punto di vista istituzionale, ma soprattutto sotto il profilo della sua identità, delle sue radici, della sua comunità allargata che va da Pordenone a Cimolais, da Sacile a Tramonti.

Un gonfalone che con la sua medaglia d’oro al valor militare racchiude, racconta e testimonia le vicende belliche e della liberazione che hanno attraversato la Destra Tagliamento. Mi sembra anzi questa la sede più opportuna per riferire che il vicecommissario della Provincia e il sottoscritto invieranno la necessaria richiesta al Ministero per far si che la medaglia passi anche materialmente sul gonfalone del Comune.

Come dicevo aprendo questo mio intervento, oggi ereditiamo lo stemma di tutto il territorio pordenonese. Il nostro impegno è quello di ereditarlo non solo simbolicamente, ma anche nei fatti. Questo emblema diventa per noi un ulteriore sprone per ridare a Pordenone il ruolo che gli spetta di capoluogo e capofila del Friuli Occidentale.

Devo però essere franco: a mio parere, ma è parere largamente condiviso, ciò verrà complicato dal nuovo assetto istituzionale che ha sostituito le Province in Friuli Venezia Giulia. Assetto disegnato e applicato in modo forzato, imposto senza le necessarie ampie convergenze di politica e soggetti sociali, dai risultati modesti se non deludenti, dalle prospettive assolutamente incerte. Un territorio come il nostro aveva ed ha bisogno di spazi istituzionali in cui coagulare istanze e progettualità, non aveva e non ha bisogno di elementi che ne incentivano la  frammentazione e conflittualità. 

Ecco perché, altrettanto francamente, devo aggiungere che faccio fatica a considerare questo giorno un giorno di festa. Non si può oggi non prendere atto che cala definitivamente il sipario su un ente, per cui tanto i padri nobili pordenonesi si erano spesi, che aveva proprio la funzione di collante dell’area vasta. Un organismo che per sua natura aveva la capacità di prendere in mano, coordinare e spesso risolvere con successo, i temi e i nodi di importanza intracomunale.

Ma la Provincia di Pordenone era anche, oserei dire soprattutto, un presidio territoriale che aiutava a far sentire la nostra voce, che aiutava a cementare l’identità comune del comprensorio pordenonese e a misurarsi con le due identità così forti e omogenee a noi contigue, friulana da un lato, veneta dall’altro.

Ricordo nitidamente il clima che si respirava quando si è deciso di cancellare la Provincia di Pordenone e le province. L’ente intermedio era diventato ingenerosamente un capro espiatorio.

E’ stata, lo dico con amarezza, una vittoria dell’antipolitica sulla politica intesa nel suo senso più alto e nobile di attività per il bene comune.

Mai come in questa vicenda la fretta è stata una consigliera poco fidata, suggerendo di cancellare un ente eletto dal popolo sovrano, un ente che era dunque presidio di democrazia, un ente che non a caso i padri costituenti ritennero di inserire a elemento fondante della Repubblica, come espressamente previsto dall’articolo 114 della carta costituzionale.

Ed è stato anche un peccato deprimere e sfiduciare le professionalità di donne e uomini che negli uffici di largo san Giorgio hanno dimostrato sempre grande competenza, come ho potuto constatare di persona durante l’esperienza di presidente.

Ad ogni modo noi non guardiamo indietro. Ci rendiamo conto che i giochi sono fatti. Al sottoscritto, in particolare, spetta l’insolito destino di essere stato l’ultimo presidente della provincia eletto dai cittadini e allo stesso tempo il sindaco che ne custodisce per primo l’eredità.

Cercherò e cercheremo di esserne all’altezza, impegnandoci con entusiasmo e con il lavoro quotidiano per fare in modo che Pordenone, pur svestito istituzionalmente della sua funzione di capoluogo, lo sia per quanto possibile nei fatti.

Concordia parvae res crescunt, la frase latina che campeggia nel gonfalone della Provincia, va completata così come la scrisse Sallustio: Concordia Parve res cruscunt discordia maximae dilabuntur: nell'armonia anche le piccole cose crescono, nel contrasto anche le più grandi svaniscono. Mi pare il monito più indovinato per questo momento: un monito che vale per tutti noi, per me, per chiunque ricopra un ruolo in questa meravigliosa comunità pordenonese.




venerdì 9 giugno 2017

Interporto, in consiglio comunale la variante per insediare due nuove aziende e 300 lavoratori


Protagonisti dell’operazione il Comune, lo stesso Interporto e l’Unione industriali. Dei 300 lavoratori, 100 sarebbero nuove assunzioni.

Due nuove grandi aziende vogliono entrare all’Interporto portando con sé 300 lavoratori, di cui 100 sarebbero nuove assunzioni e quindi nuove opportunità di lavoro per chi lo sta cercando.

All’operazione stiamo lavorando da tempo con Interporto e industriali pordenonesi. Per concretizzarla è necessario apportare una modifica al Piano regolatore comunale. La variante verrà discussa e votata lunedì 12 giugno in consiglio comunale.

Qualora ottenga il via libera, l’insediamento dovrebbe iniziare presumibilmente già in autunno, con la riqualificazione dei capannoni esistenti o la costruzione di nuovi. Oltre alle due richiedenti, la variante permette l’ingresso di eventuali altri aziende.

Un bel colpo per unire il rilancio di Interporto e opportunità di lavoro per il territorio.

Via libera alle telecamere in autostazione


Le immagini verranno trasmesse tramite fibra ottica alla centrale operativa della polizia municipale



Pordenone, 09/06/2017 - Abbiamo approvato il progetto definitivo per installare le telecamere all’autostazione di via Oberdan, una zona sensibile sotto il profilo della sicurezza. I lavori cominceranno tra fine giugno e inizio luglio e il termine stimato, salvo imprevisti, è previsto entro fine luglio.

Diciassette i dispositivi che verranno piazzati in modo tale da avere sotto controllo tutta l’area, le banchine coperte e scoperte, le pensiline di fermata delle corriere, la biglietteria e tutta la zona esterna compresa la rampa di accesso al parcheggio interrato delle biciclette.

Abbiamo apportato al progetto ereditato dalla precedente amministrazione una novità sostanziale: la videosorveglianza sarà collegata al comando di polizia municipale che visionerà le immagini in via esclusiva.

E’ stata così rivoluzionata l’impostazione iniziale che prevedeva un sistema a circuito chiuso con le immagini che venivano immagazzinate solo all’interno dell’autostazione stessa. Una modifica necessaria per dare reale efficacia all’operazione per una maggiore sicurezza di studenti, cittadini e operatori, evitando di creare un intervento di facciata.

Le immagini del circuito chiuso sarebbero state del tutto inutilizzabili per esigenze di polizia giudiziaria. Invece con questa modifica, le riprese potranno essere utilizzate in tribunale in caso di episodi di mircocriminalità.

Una volta installato, l’impianto dovrebbe essere funzionante nel giro di qualche giorno. A tal fine le nostre squadre verificheranno le necessarie modifiche alla fibra ottica cittadina che connetterà le telecamere dell’autostazione ai display della centrale operativa della polizia municipale.


giovedì 8 giugno 2017

Scuole, in estate sistemazioni per 500 mila euro

Grazie alle variazioni di bilancio approvate in consiglio comunale abbiamo liberato risoprse per circa 500 mila euro per lavori di sistemazione nelle scuole comunali (nidi, materne, elementari, medie). Lavori al via in estate per concludersi prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.

IMPEGNO PER LA SCUOLA 
La ricognizione puntuale delle esigenze delle scuole effettuata dall'assessore Alessandro Basso comincia così a tradursi, come promesso, in interventi puntuali, precisi e costanti di manutenzione ordinarie e straordinarie. Una scaletta di lavori che dimostra un’attenzione per il mondo della scuola che prima non c’era. Alcune scuole non venivano ripitturate da 30 anni. Tra gli interventi di maggior rilievo c’è il rifacimento dell’impianto di riscaldamento della scuola materna di via Fiamme Gialle e l’intervento sulla materna di via Cappuccini. Contiamo anche di iniziare i lavori per sistemare alcuni giardini scolastici, in particolare quelli degli istituti di infanzia di Vallenoncello, Beata Domicilla e Torre dove verrà posizionato un nuovo gioco. Infine, ulteriori 10 mila euro sono stati stanziati per l’acquisto di mobili e arredi per le scuole primarie.

ELENCO INTERVENTI
Questo l’elenco puntale dei lavori. Scuole materne: rifacimento serramenti, copertura e sistemazione esterna di via Cappuccini (200 mila); rifacimento impianto riscaldamento di via Fiamme Gialle (60 mila); sistemazione area esterna materna di Vallenoncello; altre manutenzioni (14 mila). Elementari: ritinteggiatura completa della Collodi e parziale della Radice e completamento Beato Odorico di via Piave (50 mila) dove vengono sistemati anche solaio e copertura (15 mila); sistemazione solaio e copertura anche all’istituto di via Valle (15 mila); verifica della vulnerabilità sismica delle scuole elementari Rosmini, Beato Odorico e Radice (50 mila); altri interventi vari per 12 mila euro. Medie: completamento dell’adeguamento uscite di emergenza in via Vesalio (25 mila); rifacimento copertura palestra Lozer (25 mila); altri interventi vari (7 mila). Asili nido: interventi vari per 10 mila euro.

mercoledì 24 maggio 2017

Più soldi a cultura e scuola, sociale e sport


MANOVRA DI 2 MILIONI  PER LA CITTA' 
L’approvazione del bilancio a gennaio e della variazioni tra maggio e i primi di giugno (non a fine anno come accadeva prima) sono dimostrazione di efficienza e buona amministrazione. Netta discontinuità e nuova musica rispetto al passato. Come promesso, mettiamo maggiori risorse per i servizi sociali rivolti agli svantaggiati, per il mondo dell’associazionismo culturale e sportivo, per l’edilizia scolastica.Una variazione di circa 2 milioni di euro che riguarda la parte corrente, cioè le risorse liquide per il funzionamento di servizi e attività. Stanzianti anche fondi per riaprire lo spazio del Pnbox destinandolo alle associazioni e alle attività di quartiere e città.  Risorse pure per sveltire l’iter delle opere pubbliche. La musica è cambiata rispetto al passato. Ecco alcune delle misure, come avevamo promesso:


PIU' RISORSE PER CULTURA, SPORT, SOCIALE
Messo in sicurezza il mondo dell’associazionismo sportivo e culturale. Sosteniamo così concretamente i sodalizi che costruiscono ogni giorno cultura e sport. Non solo. Risorse, oltre 200 mila euro, anche  per riqualificare e restaurare finalmente l’ex convento perché diventi un contenitore culturale d’avanguardia per attività teatrali e musicali, con un cartellone ricco e di livello. Sono queste le risposte a chi parla dell’esigenza di reti culturali, ecco, noi le costruiamo concretamente. In campo sportivo, sono stati stanziati anche 60 mila euro per l’ambulatorio per le visite sportive presso la sede del Coni, un intervento molto atteso.  investimenti crescenti anche nel sociale, con più risorse sia alle associazioni che collaborano con l’amministrazione nel sostegno agli svantaggiati, sia ai servizi erogati direttamente dal Comune per i più fragili, come minori, ammalati, anziani, famiglie in difficoltà.

PNBOX E SPAZI INUTILIZZATI

Stanziati 80 mila euro per recuperare e riutilizzare spazi che erano stati completamente abbandonati. Tali investimenti consentiranno, con la collaborazione delle associazioni che utilizzeranno quelle strutture, di riaprire gli spazi del Pnbox, dell’asilo di via Selvatico, della sede della filarmonica, pur in tempi diversi.

SISTEMAZIONI NELLE SCUOLE

Ben 400 mila gli euro in più per l’edilizia scolastica. Il consigliere delegato all’istruzione Alessandro Basso ha compiuto  una ricognizione puntuale delle esigenze delle scuole gestite dal Comune (asili, elementari e medie)  e ora, come avevamo promesso, tale ricognizione comincerà a tradursi in interventi puntuali, precisi e costanti di manutenzione ordinarie e straordinarie. Una scaletta di lavori che dimostra un’attenzione per il mondo della scuola che prima non c’era. Diverse le sistemazioni che partiranno in estate per concludersi prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. Ma faremo altre variazioni di bilancio per dare continuità. E stiamo valutando anche alcuni interventi nei parchi esterni delle scuole.

OPERE, ITER PIU' VELOCI
Investite risorse anche per aumentare la capacità di progettazione delle opere pubbliche, anche attraverso collaborazioni esterne, in modo da sveltire il più possibile progetti e iter e arrivare più rapidamente all’apertura dei cantieri. Anche questa un’operazione in netta discontinuità con il passato. Gli anni di stasi di chi governava prima e oggi critica tutto ha infatti fatto si che la città abbia una grande attesa di veder partire i lavori, dalle piazze alle scuole, dalla viabilità agli impianti sportivi, dagli edifici alle fognature.

AIUTI AL COMMERCIO
Messi 50 mila euro per una convenzione con il Confidi. In tal modo il Comune pagherà gli interessi bancari agli esercizi commerciali che chiederanno un finanziamento per adeguare i propri dehors (gli arredi esterni) ai canoni estetici fissati dal nuovo regolamento, e in generale per interventi di ammodernamento degli arredi. Una misura che conferma il nostro sostegno al commercio e che si aggiunge all’abbattimento della Tosap applicato per alleviare l’ investimento per rinnovare tavoli, sedie, tendoni e strutture esterne.

ALTRI INTERVENTI
Finanziato il progetto Pedibus (12 mila euro) che permette ai bambini di fare il percorso casa-scuola a piedi accompagnati dai volontari. Via libera inoltre a 70 mila euro per sistemazioni varie nelle aree verdi, un intervento che integra il piano parchi che prevede la loro rivitalizzazione con diversi eventi. In bilancio anche 85 mila euro per la viabilità di via Cappuccini.

giovedì 20 aprile 2017

Profughi, sgombero Bronx anche grazie a nostro pressing e impegno

Ringraziamo forze dell’ordine, prefetto, questore, comandante della polizia municipale che hanno ripristinato la legalità e con i quali l’Amministrazione comunale si muove in stretto coordinamento e collaborazione.

L’operazione di stamattina è anche frutto del continuo e fitto lavoro istituzionale del Comune su tutti i tavoli e della sua costante pressione politica per tenere sotto controllo l’emergenza profughi.

Abbiamo partecipato allo sgombero con otto uomini della polizia municipale e mettendo a disposizione le risorse per il trasferimento dei richiedenti asilo e la pulizia dell’area, effettuata immediatamente, che ora è stata interdetta e posta sotto sequestro.

Ora ci aspettiamo che non si facciano più appelli irresponsabili ai profughi a venire in città, non si favoriscano e alimentino altri campi e bivacchi, ma si lasci fare il proprio lavoro alle istituzioni nella delicata e difficile gestione dei richiedenti asilo. Noi, lo ribadiamo, con i limitati strumenti e competenze di un Comune su una questione europea e globale come quella dei migranti, continuiamo a fare coscienziosamente la nostra parte.

La polizia municipale, ben guidata dal comandate Stefano Rossi  proseguirà nel controllo del territorio in collaborazione con le forze dell’ordine e continuerà anche a monitorare i parchi cittadini il mattino, pomeriggio e sera.

In particolare in questi giorni la municipale ha tenuto alta l’attenzione supportando gli agenti che stavano preparando l’operazione al Bronx, a conferma della stretta collaborazione tra i corpi comunale e statale di polizia.

L’emergenza profughi assorbe però molte delle forze della polizia locale per cui  chiederò a Bolzonello di trovare una soluzione per aggregare una parte del personale della forestale regionale (ex polizia provinciale) alla polizia municipale del territorio.