In riferimento al corteo degli immigrati che ha bloccato il traffico a Pordenone...
Gli immigrati, per fortuna una minoranza, sono sobillati e strumentalizzati dai soliti noti. Per centri sociali, no tav e estrema sinistra di ogni genere fomentare gli stranieri e averli come ‘clienti’ è diventato un business politico.
Più che a difendere gli immigrati, lo scopo del corteo era fornire visibilità alle falci e martello e ai soliti rivoluzionari di professione pronti a creare disordini con la bandiera della pace in mano. E’ invece doveroso ringraziare i veri ‘proletari’ e cioè gli uomini delle forze dell’ordine che per pochi euro hanno difeso un’altra volta la legalità, impedendo che il corteo degenerasse.
Agli organizzatori di queste manifestazioni, che tanto hanno cuore la difesa dei più deboli va infine ricordato che il lavoro è oggi un problema anche per gli italiani, i quali evidentemente non rientrano nei loro calcoli politici.
Alessandro Ciriani
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lunedì 11 luglio 2011
lunedì 7 febbraio 2011
MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI GRAVE OFFESA ALLA NOSTRA TERRA
“L'incivile manifestazione dell'Associazione immigrati è una gravissima e inaccettabile offesa alla nostra terra, alla sua gente, alla sue istituzioni, alla sua ospitalità”.
E' il commento del presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, alla manifestazione dei migranti tenutasi sabato per le vie della città.
“E' ora di finirla – afferma Ciriani - con le accuse di razzismo alla nostra gente che offre agli immigrati i suoi servizi e i suoi standard di vita conquistati con il sudore della fronte. La nostra - prosegue - non è una terra razzista e rischia di diventarlo assistendo a queste manifestazioni.
In ogni caso - va avanti - gli unici a promuovere un indegno razzismo sono l'associazione immigrati e l'estrema sinistra, i quali manipolano e aizzano gli stranieri contro la comunità che li ospita.
Tuttavia – aggiunge – l'iniziativa di sabato rappresenta una sparuta minoranza e ha registrato una scarsa partecipazione, al di sotto dei numeri dichiarati dai promotori.
Dopo questa manifestazione – continua Ciriani - la Provincia è ancora più convinta a proseguire la sua linea sull'immigrazione: aiutare chi contribuisce allo sviluppo sociale ed economico, non chi viene qui per fare cagnara. E per coloro che, ingenerosamente, considerano inospitale la nostra terra c'è una soluzione: tornare a casa propria o comunque andare altrove” – conclude Ciriani.
E' il commento del presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, alla manifestazione dei migranti tenutasi sabato per le vie della città.
“E' ora di finirla – afferma Ciriani - con le accuse di razzismo alla nostra gente che offre agli immigrati i suoi servizi e i suoi standard di vita conquistati con il sudore della fronte. La nostra - prosegue - non è una terra razzista e rischia di diventarlo assistendo a queste manifestazioni.
In ogni caso - va avanti - gli unici a promuovere un indegno razzismo sono l'associazione immigrati e l'estrema sinistra, i quali manipolano e aizzano gli stranieri contro la comunità che li ospita.
Tuttavia – aggiunge – l'iniziativa di sabato rappresenta una sparuta minoranza e ha registrato una scarsa partecipazione, al di sotto dei numeri dichiarati dai promotori.
Dopo questa manifestazione – continua Ciriani - la Provincia è ancora più convinta a proseguire la sua linea sull'immigrazione: aiutare chi contribuisce allo sviluppo sociale ed economico, non chi viene qui per fare cagnara. E per coloro che, ingenerosamente, considerano inospitale la nostra terra c'è una soluzione: tornare a casa propria o comunque andare altrove” – conclude Ciriani.
martedì 15 settembre 2009
IMMIGRATI, LE REGOLE DELLA PROVINCIA
Chi viene qui deve imparare le nostre regole e accettare la nostra cultura. Dunque si alla solidarietà, ma nel rispetto della nostra identità.Ispirandoci a questi principi, abbiamo approvato un nuovo piano provinciale che rompe con l'assistenzialismo della sinistra e concilia la solidarietà con la tutela della nostra identità e della nostra cultura. Finanzieremo sportelli per immigrati con personale formato da noi che dovrà applicare queste regole. Favoriremo anche il rientro in patria degli stranieri e l'inserimento in lavori di pubblica utilità. Se volete saperne di più potete leggere il comunicato diffuso dall'ufficio stampa:
LINEE GUIDA - “Stop all'idea di mediare tra la cultura dell'immigrato e la nostra. Dobbiamo invece facilitare l'integrazione degli stranieri nella nostra cultura e nelle nostre regole”. E' questo il principio cardine – illustrato dal presidente della provincia Alessandro Ciriani e dall'assessore all'immigrazione e identità Eligio Grizzo- che ispira le “Linee guida per un'integrazione responsabile degli immigrati regolari”, recentemente approvate dalla Giunta provinciale. “Abbiamo approntato un sistema di integrazione intelligente fondato sulla legalità e sull'assunzione di responsabilità da parte dell'immigrato -commenta Ciriani. Il nostro modello concilia la solidarietà con la tutela dell'identità dei cittadini della nostra provincia, giustamente orgogliosi delle proprie radici, della propria storia e dei propri valori. Le istituzioni devono difendere anche questo patrimonio”. Secondo Grizzo, “il piano provinciale rivoluziona l'impostazione della sinistra e della precedente Giunta regionale fondata sulla mediazione culturale. Secondo noi, invece, chi viene qui deve imparare la nostra lingua, accettare le nostre regole e il nostro stile di vita. E' questo il tipo di integrazione da facilitare”.
SPORTELLI - Per raggiungere concretamente questi obiettivi, il documento della Provincia fissa alcuni interventi che verranno a breve attivati. Anzitutto la creazione di cinque sportelli (in altrettanti ambiti distrettuali) per facilitare l'integrazione rispettando rigorosamente i principi dalle linee guida. Gli operatori di ciascun sportello saranno due: uno psicologo con compiti di accoglienza e progettazione degli interventi di inserimento; un facilitatore che sostituirà i mediatori culturali e realizzerà gli interventi di integrazione responsabile progettati dallo psicologo. Il personale dipenderà direttamente dalla Provincia e i facilitatori saranno immigrati di seconda generazione, in grado quindi di stabilire un contatto reale con lo straniero. L'Amministrazione provinciale, inoltre, curerà direttamente la formazione degli operatori attraverso un apposito corso e verrà costituito un vero e proprio nucleo di controllo che monitorerà i risultati raggiunti.
RIENTRI IN PATRIA – La Provincia favorirà il rientro di chi, nonostante usufruisca dei programmi di inserimento, non si trova a proprio agio nel contesto italiano e vuole spontaneamente rientrare in patria. Ma verrà promosso anche il reinserimento lavorativo nei paesi d'origine, avviando collaborazioni con i consolati e le imprese e attingendo ai Fondi regionali di cooperazione decentrata.
EMERGENZE E PUBBLICA UTILITA' – Riceveranno sostegno anche i progetti che intervengono su situazioni di particolare emergenza riguardanti minori, donne, anziani e disabili. I progetti, redatti dagli Ambiti Distrettuali, dai comuni o dalle associazioni no profit, dovranno riguardare esclusivamente il l'aiuto a minori in reale difficoltà sociale, fisica e psicologica, oppure dovranno interessare donne in difficoltà con minori a carico. Sono inoltre previsti interventi, in fase di programmazione, per impiegare gli immigrati in cassa integrazione o disoccupati in lavori di pubblica utilità nei comuni montani e pedemontani.
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