Chi viene qui deve imparare le nostre regole e accettare la nostra cultura. Dunque si alla solidarietà, ma nel rispetto della nostra identità.
Ispirandoci a questi principi, abbiamo approvato un nuovo piano provinciale che rompe con l'assistenzialismo della sinistra e concilia la solidarietà con la tutela della nostra identità e della nostra cultura. Finanzieremo sportelli per immigrati con personale formato da noi che dovrà applicare queste regole. Favoriremo anche il rientro in patria degli stranieri e l'inserimento in lavori di pubblica utilità. Se volete saperne di più potete leggere il comunicato diffuso dall'ufficio stampa:LINEE GUIDA - “Stop all'idea di mediare tra la cultura dell'immigrato e la nostra. Dobbiamo invece facilitare l'integrazione degli stranieri nella nostra cultura e nelle nostre regole”. E' questo il principio cardine – illustrato dal presidente della provincia Alessandro Ciriani e dall'assessore all'immigrazione e identità Eligio Grizzo- che ispira le “Linee guida per un'integrazione responsabile degli immigrati regolari”, recentemente approvate dalla Giunta provinciale. “Abbiamo approntato un sistema di integrazione intelligente fondato sulla legalità e sull'assunzione di responsabilità da parte dell'immigrato -commenta Ciriani. Il nostro modello concilia la solidarietà con la tutela dell'identità dei cittadini della nostra provincia, giustamente orgogliosi delle proprie radici, della propria storia e dei propri valori. Le istituzioni devono difendere anche questo patrimonio”. Secondo Grizzo, “il piano provinciale rivoluziona l'impostazione della sinistra e della precedente Giunta regionale fondata sulla mediazione culturale. Secondo noi, invece, chi viene qui deve imparare la nostra lingua, accettare le nostre regole e il nostro stile di vita. E' questo il tipo di integrazione da facilitare”.
SPORTELLI - Per raggiungere concretamente questi obiettivi, il documento della Provincia fissa alcuni interventi che verranno a breve attivati. Anzitutto la creazione di cinque sportelli (in altrettanti ambiti distrettuali) per facilitare l'integrazione rispettando rigorosamente i principi dalle linee guida. Gli operatori di ciascun sportello saranno due: uno psicologo con compiti di accoglienza e progettazione degli interventi di inserimento; un facilitatore che sostituirà i mediatori culturali e realizzerà gli interventi di integrazione responsabile progettati dallo psicologo. Il personale dipenderà direttamente dalla Provincia e i facilitatori saranno immigrati di seconda generazione, in grado quindi di stabilire un contatto reale con lo straniero. L'Amministrazione provinciale, inoltre, curerà direttamente la formazione degli operatori attraverso un apposito corso e verrà costituito un vero e proprio nucleo di controllo che monitorerà i risultati raggiunti.
RIENTRI IN PATRIA – La Provincia favorirà il rientro di chi, nonostante usufruisca dei programmi di inserimento, non si trova a proprio agio nel contesto italiano e vuole spontaneamente rientrare in patria. Ma verrà promosso anche il reinserimento lavorativo nei paesi d'origine, avviando collaborazioni con i consolati e le imprese e attingendo ai Fondi regionali di cooperazione decentrata.
EMERGENZE E PUBBLICA UTILITA' – Riceveranno sostegno anche i progetti che intervengono su situazioni di particolare emergenza riguardanti minori, donne, anziani e disabili. I progetti, redatti dagli Ambiti Distrettuali, dai comuni o dalle associazioni no profit, dovranno riguardare esclusivamente il l'aiuto a minori in reale difficoltà sociale, fisica e psicologica, oppure dovranno interessare donne in difficoltà con minori a carico. Sono inoltre previsti interventi, in fase di programmazione, per impiegare gli immigrati in cassa integrazione o disoccupati in lavori di pubblica utilità nei comuni montani e pedemontani.